COMUNICARE LA CARNE DI FASSONE

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È possibile utilizzare i social media per fare formazione? Si possono educare le persone al consumo della carne di Fassone piemontese? È possibile ottenere ciò attraverso retail specializzati facendoli tornare a svolgere un ruolo centrale negli scambi e nelle relazioni sociali di una comunità (online-offline)?

Il web ha modificato lo scenario in maniera radicale. Il cambiamento è sia culturale sia tecnologico.
La nuova moneta universale è l’attenzione, ma la sua disponibilità è sempre più scarsa anche in presenza di contenuti validi e preziosi.

I social network quindi, rappresentano una realtà consistente del nuovo modo di intendere il web. Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e molti altri ancora sono il fulcro delle attività online non solo di giovani, ma ormai anche di aziende ed enti preposti all’educazione (pensiamo ad esempio ai Mooc organizzati dalle Università).

Spesso nell’immaginario collettivo le reti sociali sono accostate ad attività ludico- ricreative. In realtà tali dinamiche possono essere utili (a tutti) per la loro immagine, per i nuovi piani di marketing sociale; ma è possibile che i social network siano utilizzabili anche per generare apprendimento?
In questo nuovo contesto la rilevanza del messaggio (il che cosa ed il come comunico) è più importante della sua ripetizione. Proprio per questo è necessario tornare alle origini della comunicazione: comunicare significa scambiare qualcosa di valore con il nostro interlocutore, vivere il messaggio come un dono che si regala senza attendere nulla in cambio. Un dono che, come tutti i regali sinceri, dovrà essere fatto con la testa e con il cuore.

Quindi quali nuove competenze cognitive e tecniche ci sono richieste? Cosa vuol dire produrre un contenuto che, volenti o nolenti, sarà trans-mediale? Come possiamo stipulare un “nuovo patto” generazionale con i giovani, culturalmente diversi, che in questo contesto sono nati? Quali sono le regole di base della “buona notizia” da fornire ad un utente/mercato assediato dalle informazioni? Quali devono essere i criteri di qualità di una notizia da affidare ad un fruitore che dispone di un numero sempre maggiore di informazioni?

È su queste sfide che ho provato ad indagare tali opportunità presentando un caso studio e potenziali strumenti per sperimentare in prima persona queste nuove dinamiche.